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Il mistero del locomotore E-464

Inviato da Paolo Bonavoglia 
Paolo Bonavoglia
Il mistero del locomotore E-464
24 marzo, 2005 [00:17]
Trenitalia sta sempre più usando per i treni regionali il locomotore E-464

[www.trenitalia.it]

Questo locomotore ha nel retro un grosso vano-bagagliaio con ganci per appendere le bici.

Una bellissima idea che finora mi risulta del tutto sprecata.

Infatti. a quel che ho capito, per accedere al vano si dovrebbe passare dalla prima carrozza e la porta di accesso al locomotore è di norma chiusa a chiave.

Io per lo meno non ho mai avuto modo di utilizzare o veder utilizzato questo vano.

Qualcuno ha avuto questa fortuna?
Oppure: qualcuno sa perchè Trenitalia non usa questo vano?


Paolo Bonavoglia

francesco
Re: Il mistero del locomotore E-464
24 marzo, 2005 [01:48]
Qualche anno fa ho avuto la sfortuna di usare la E464.
L'uso della porta del locomotore è difficile perchè di difficile apertura (il capotreno ci ha messo sette minuti per riuscirvi, con relativo ritardo del treno) ed in più il piano della porta è talmente alto da rendere difficile e pericoloso il carico delle bici; usare la porta della prima carrozza non credo che sia comodo. In più mancavano i ganci o qualsiasi altro supporto per legare le bici. Per fortuna normalmente le E464 sono di solito usate con semipilota che portano le bici, se no forse è comunque più comodo e sicuro usare i vestiboli.

Francesco Manfredi
luca
Re: Il mistero del locomotore E-464
16 maggio, 2005 [23:11]
Credo ci siano anche dei motivi tecnico-contrattuali-burocratici che ne sconsigliano l'uso, ovvero non lo hanno ancora normato.
ps non è una battuta!
saluti
andrea coccioni
Re: Il mistero del locomotore E-464
30 maggio, 2005 [01:20]
Dò il mio piccolo contributo alla discussione, da appassionato di treni e ciclista urbano che usa il treno+bici.

I locomotori E 464 sono SEMPRE utilizzati insieme alle carrozze pilota, per cui, dall'altra parte del treno, c'è sempre un vano bici utilizzabile. Ferma restando la difficoltà di sapere in anticipo da quale parte del marciapiede ci si deve preparare alla salita, in testa o in coda.

Motivi per cui il cosiddetto "vano bici" dell'E464 non è e non sarà mai a disposizione dei ciclisti:
l'E 464 è dotato (contrariamente a molti altri locomotori) di una sola cabina di guida. Quando è in testa al treno lo tira, quando è in coda lo spinge, telecomandato (via cavo) dalla carrozza-pilota (questo sistema è in uso da almeno 40 anni, e nel tempo si è progressivamente esteso a quasi tutti i treni del trasporto locale). Scelta saggia, quella della cabina unica, visto che era destinato fin dall'origine a viaggiare con i treni passeggeri reversibili del Trasporto Regionale: una cabina in meno vuol dire spesa inferiore (non c'è la doppia strumentazione), possibilità di installare l'intercomunicante (il personale può passare dalla cabina alle carrozze), miglioramento dell'aerodinamica (locomotore e carrozze hanno più o meno lo stesso profilo). Per poter manovrare agevolmente il locomotore nei depositi e durante la composizione/scomposizione del treno, il "retro" è stato però dotato di un vetro e di un piccolo banco di manovra, con funzioni ridotte e che permette di muovere la locomotiva solo a bassa velocità. Questo banchetto si trova nel vano di cui stiamo parlando: probabilmente, al momento del progetto si era pensato di utilizzare una parte dello spazio disponibile per un vano bagagli/ciclisti, e di allocare lì il banchetto di manovra (tanto, nelle manovre in deposito il vano dovrebbe essere vuoto), banchetto che durante la marcia regolare avrebbe dovuto essere chiuso a chiave.
I progettisti, però, probabilmente non hanno molta dimestichezza con il trasporto delle bici sui treni: per il vano suddetto, si erano rifatti ai portelloni delle carrozze pilota, nate quando il trasporto bici non esisteva il vano era per carico collettame e bagagli, a cura dei ferrovieri.
Nel frattempo, le ferrovie hanno abolito il trasporto di collettame e dei bagagli spediti al seguito, ed i vani sono passati al trasporto biciclette; come tutti sappiamo, sulle pilota si entra da una porta "normale", con i gradini, e poi si va a mettere la bici sui ganci.
Il portellone alto e senza gradini delle locomotive E464 risultava così inservibile fin dalla loro entrata in servizio, ed ecco apparire la scritta che invita a servirsi della porta della prima carrozza.
Ma anche chi ha inventato questa soluzione non ci ha visto lungo: infatti, non è consentito ai passeggeri l'ingresso nella locomotiva, nel timore (fondato) che qualcuno possa, prima o poi, scassinare la serratura del banchetto di manovra e mettersi a giocare coi comandi all'insaputa del personale. Il capotreno può sempre passare da locomotiva a carrozze, lui ha la chiave della porta.

Questo è in sintesi il perché dell'inutilità del presunto vano bici dell'E464, locomotore che per altri aspetti (velocità, accelerazione, affidabilità, consumi) si è rivelato un'ottima scelta di Trenitalia.

Ciao
Andrea

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